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Parodontologia

La parodontologia è una branca dell’Odontoiatria che si occupa della diagnosi e terapia delle malattie che interessano il Parodonto. Il “PARODONTO” (“para” = intorno, “odontos” = dente) è l’organo che sostiene e collega il dente al proprio alveolo. Esso però non rappresenta un’unità anatomica, ma funzionale, essendo costituito da diversi tessuti:

  1. gengiva
  2. cemento radicolare (tessuto che ricopre la radice del dente)
  3. legamento parodontale (solidarizza il dente all’osso)
  4. osso alveolare

La parodontologia si occupa quindi dell’insieme dei tessuti che concorrono a formare l’organo di sostegno del dente e si occupa anche delle malattie che lo interessano. Queste vengono chiamate genericamente malattie parodontali o parodontopatie o piorrea (termine storico oggi ancora utilizzato nella popolazione).

Che cos’è la parodontite o piorrea?

La piorrea (chiamata anche parodontite, parodontosi, malattia parodontale) è un’infezione cronica delle strutture parodontali. Essa viene causata da particolari tipi di batteri, in parte anaerobici (viventi in assenza di ossigeno), e decorre solitamente in modo asintomatica.

Il nostro cavo orale è normalmente colonizzata da più di 500 tipi diversi di batteri. Il nostro organismo per mezzo del sistema immunitario riesce normalmente a tenerli a bada finché non diventano troppo numerosi. Se l’igiene orale è trascurata, i batteri formano la cosiddetta placca batterica o dentale, uno strato appiccicoso, nel quale i batteri possono facilmente moltiplicarsi in maniera indisturbata. Le tossine prodotte da questi batteri portano alla gengivite che si manifesta con gengive che sanguinano quando spazzoliamo i denti.

Se la gengivite perdura più a lungo, l’infiammazione può estendersi dalle gengive all’apparato parodontale sottostante fino a distruggere le fibre parodontali e l’osso alveolare che sorreggono i denti, creando la malattia parodontale o piorrea.
Si formano allora delle tasche prima gengivali, poi ossee (tasche intraossee) che nascondono al loro interno residui di tartaro e placca batterica automantenendo la patologia. La malattia parodontale, se trascurata, inevitabilmente progredisce, portando alla completa distruzione dell’organo di sostegno dei denti con comparsa di mobilità fino alla perdita dei denti.

Oggi la piorrea si può prevenire e curare efficacemente purché non la si trascuri fino a portarla agli ultimi stadi. I progressi fatti in questa branca permettono oggi di conoscere la predisposizione individuale a sviluppare la malattia e di diagnosticarla precocemente.

Il nostro Studio Dentistico C.O.S. è specializzato nella diagnosi e cura delle malattie parodontali, potendo offrire così ai nostri pazienti le seguente terapie parodontali:

  • Profilassi e igiene dentale professionale
  • Esami batteriologici e genetici per la diagnosi della piorrea
  • Laserterapia per la decontaminazione delle tasche parodontali
  • Terapia chirurgica con rigenerazione tissutale guidata (GTR)
  • Terapie chirurgiche estetiche muco gengivali

Quali sono i fattori che favoriscono la piorrea?

  • Igiene orale inadeguata: E’ la causa principale della stragrande maggioranza dei casi di parodontite. La placca batterica provoca prima la gengivite che poi diventa piorrea. Soprattutto in presenza di altri fattori di rischio, l’igiene orale gioca un ruolo determinante.
  • Fumo: Solo da pochi anni si è scoperto che i forti fumatori (10 e più sigarette per giorno) hanno un rischio più elevato di contrarre la piorrea più che i non-fumatori. La piorrea nei fumatori avanza spesso più rapidamente e ha un decorso più aggressivo e risponde meno alle cure.
  • Predisposizione genetica: Certe persone soffrono di malattia parodontale nonostante un’igiene orale eseguita in maniera impeccabile, mentre altri possono vantare strutture parodontali sane pur avendo ammassi di tartaro e placca. Questo è dovuto al fatto che circa il 30% della popolazione ha ereditato un gene che predispone alla malattia parodontale.
  • Stress: Molti studi scientifici hanno messo in evidenza una corrispondenza fra lo stress e la malattia parodontale, dovuto probabilmente al fatto che lo stress indebolisce le difese immunitarie.
  • Gravidanza: Le forti fluttuazioni ormonali favoriscono l’insorgenza di gengivite e parodontite.
  • Patologie generali: Sopratutto il diabete scompensato con glicemia alta e certe forme di artrite reumatoide nonchè le deficienze immunitarie congenite o acquisite (p.e. AIDS).

Da cosa si riconosce la piorrea?

Essendo la malattia parodontale una patologia cronica e indolore, i primi sintomi solitamente non sono molto specifici.

Per aiutarsi nell’autodiagnosi si possono considerare i sintomi indicati qui di seguito. Se qualcuno di questi è presente si dovrebbe consultare un dentista con esperienza in parodontologia (Parodontologo), per sottoporsi a visita specialistica, a specifici esami radiologici e ad uno specifico programma di cure.

  • Dolore alle gengive
  • Gengive che sanguinano quando si spazzolano
  • Spazi che si sviluppano fra i denti
  • Gengive gonfie o tese
  • Gengive che si allontanano dal colletto facendo apparire i denti più lunghi di prima
  • Alito cattivo persistente
  • Comparsa di pus fra i denti e le gengive
  • Comparsa di sensibilità dei denti durante la masticazione
  • Gengive facilmente traumatizzabili, cuscino sporco di sangue al risveglio
  • Denti che non si mantengono stabili durante la masticazione (mobilità dentaria)

La vera diagnosi come abbiamo visto è demandata allo specialista esperto nella cura della malattia parodontale. I mezzi diagnostici principali sono:

  • Radiografie
  • Sondaggio delle tasche parodontali
  • Compilazione della Cartella Parodontale
  • Full fotografico.

Malattia Parodontale

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Per effettuare il sondaggio parodontale, si usa una sonda graduata (Sonda Parodontale) che è delicatamente inserita all’interno del bordo gengivale misurando in 6 punti diversi per ogni dente la profondità delle tasche gengivali. Se le gengive sono intatte, la profondità misurata sarà di 1-3 mm. Valori oltre 4 mm di profondità segnalano spesso una eventuale presenza della malattia.

Durante la terapia

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Dopo la terapia

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È possibile guarire dalla malattia parodontale?
Il laser nella terapia parodontale

La risposta è SI! Attraverso il TRATTAMENTO PARODONTALE MICROINVASIVO. Il nostro studio si occupa da anni del trattamento non chirurgico laserassistito della malattia parodontale, che ha ampiamente sostituito il classico approccio chirurgico, che prevedeva lo scollamento delle gengive e la rimozione dell’osso considerato “malato”, con conseguente retrazione gengivale post-operatoria con risultati estetici non ottimali. Inoltre, un trattamento chirurgico non permette l’eliminazione della causa della malattia: i batteri parodontali, con conseguente pericolo di recidive. L’uso combinato del microscopio operatorio, di strumenti ad ultrasuoni e del laser ci consente di ottenere questa microinvasività. Il laser è l’unico strumento in grado di eliminare i batteri, anche quelli che si ritrovano all’interno dei tubuli dentinali, effettuando un’azione di decontaminazione che altrimenti non riusciremmo ad ottenere in alcun modo e con nessun antibiotico. La guarigione è rapida, si ha la chiusura delle tasche parodontali, grazie alla rigenerazione dell’osso alveolare e della gengiva che a causa della malattia erano andate in parte distrutte. Un altro vantaggio di questo trattamento è l’assenza di dolori per il paziente. Va comunque ricordato che la sua efficacia è sempre subordinata al trattamento preliminare di terapia causale.

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